Firma elettronica avanzata: quale futuro?

firma elettronicaLa firma elettronica avanzata è stata introdotta nell’ordinamento giuridico italiano dall’art. 1, comma 1, lett. q-bis) del decreto legislativo del 7 marzo 2005, n. 82 (Codice dell’Amministrazione Digitale).
Si tratta di un sistema del tutto rivoluzionario che va ad affiancarsi alla firma elettronica digitale, già ampiamente utilizzata da privati, professionisti, imprese e pubbliche amministrazione. La firma elettronica avanzata svolge la funzione di certificare, identificare e garantire la connessione univoca tra colui che ha apposto la firma e colui che ha creato il documento digitale. Rispetto alla firma elettronica “semplice”, quella avanzata realizza una tutela del sottoscrittore molto più forte. In particolare, essa:

– identifica il firmatario e lo connette in maniera univoca al documento firmato;
– garantisce la connessione poiché la firma elettronica avanzata utilizza messi sui quali solo il firmatario ha un controllo esclusivo;
– consente di rilevare se i dati hanno subito modifiche successive all’apposizione della firma elettronica avanzata.

La funzione della firma elettronica è chiara ed è molto importante. Ormai, infatti, tutti i documenti vengono redatti su supporti informatici. I documenti cartacei, a poco a poco, scompariranno per lasciare il posto ad atti, dichiarazioni e documentazione in formato digitale. È in questa precisa direzione che vanno altri provvedimenti recenti emanati dal legislatore, quali per esempio l’obbligo della fattura elettronica verso la PA – obbligatoria dal 31 marzo 2015 – e l’uso dei registri telematici per il settore agroalimentare, a partire dal 1° ottobre 2015.

FIRMA ELETTRONICA DIGITALE, PROBLEMI DI PATERNITA’

E’ chiaro che un atto redatto su supporto informatico solleva non pochi problemi dal punto di vista della sua paternità. Ebbene, la firma elettronica digitale risolve tali problemi ‘unendo’ il documento elettronico ed il suo firmatario. Esistono due tipologie di firma elettronica digitale:

1) la firma elettronica qualificata, che si basa su un certificato qualificato ed è realizzata su un dispositivo sicuro. Sono le cosiddette “firme grafometriche” che permettono al firmatario di apporre la propria firma usando una penna su un tablet. Essa riproduce, in tutto e per tutto, il processo tradizionale di apposizione della firma;
2) firma digitale: caratterizzata da due chiavi crittografiche (una pubblica, l’altra privata) usate per firmare un documento. Un esempio è costituito dalle “one time password” ovvero da quelle password utilizzate solo una volta – che cambiano sempre – per accedere, per esempio, ai conti correnti online.

In conclusione, la firma elettronica qualificata è destinata ad imporsi e ad essere sempre più utilizzata sia nel settore pubblico che nel privato. Ovviamente essa non può essere apposta ad ogni tipologia di atto. La firma elettronica avanzata non potrà essere utilizzata, ad esempio, per atti e contratti aventi ad oggetti beni immobili.

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