L’esercizio fisico e la sua importanza

tonificare muscolaturaUn modo rivoluzionario di interpretare la buona forma. L’esercizio fisico è passato dal poco al troppo. Ora si può stabilire un giusto equilibrio. Centocinquant’anni fa l’essere in buona forma per il solo interesse di esserlo non era un concetto in voga. Certi scrittori del XIX secolo esaltavano l’alpinismo e il camminare in quanto erano passatempi piacevoli che mettevano l’uomo a contatto della natura e non già perché potessero prevenire i mali del corpo; l’esercizio fisico manteneva inoltre, in buona parte, un carattere militare. Alle donne era consentito giocare al tennis (un gioco molto lento in confronto al tennis come viene giocato oggi) o al ‘croquet’, o potevano fare delle passeggiate, ma piuttosto brevi. Si pensava che si addicessero loro solo esercizi fisici non gravosi e quando nell’ultima decade del secolo scorso le giovani donne si misero ad andare in bicicletta, si disse che stavano mettendo a repentaglio la loro femminilità solo per un capriccio.

Nelle scuole private maschili i giochi organizzati fecero la loro comparsa presto, nel XIX secolo, ma più con scopi di rivalità che per mantenersi in forma. La rinascita dell’etica romana della mens sana in corpore sano diede all’atletica uno scopo morale, ma non ancora un fine medico. Mentre gli studenti privilegiati godevano di quegli sport che si consideravano prerogativa dei gentiluomini, l’educazione fisica veniva introdotta nelle scuole maschili ordinarie o elementari sotto forma di addestramento e ginnastica di tipo militare. Le scuole femminili furono più lente nell’introdurre l’educazione fisica, ma verso la fine del secolo scorso il Collegio Roedean, una delle più importanti scuole femminili della Gran Bretagna, rese obbligatori per le sue allieve gli esercizi fisici purché svolti in abito che non « attirasse l’attenzione per la sua eccentricità». Altre informazioni sull’importanza dell’esercizio fisico puoi trovarle nel sito www.dimagriresenzadieta.com

Sebbene venisse pubblicizzata una mostra di macchine dall’aspetto stravagante per favori re l’esercizio fisico (in Gran Bretagna, prima del 1800), la maggior parte dei vittoriani adulti non ritenne fosse necessario fare qual cosa per mantenersi in forma. L’educazione fisica e i giochi di squadra erano considerati soprattutto come ‘formativi del carattere’. Considerazioni più pratiche avevano invece spinto i proprietari terrieri svedesi a mantenere i loro contadini in buone condizioni fisiche per cui era stato istituito un programma regolare di ginnastica. Analogamente in Germania fu introdotta la ginnastica ritmica per migliorare il benessere e la capacità di lavoro della popolazione attiva.

Furono però gli Stati Uniti il primo paese che veramente afferrò il concetto del ‘bel corpo’. Alla svolta del secolo, un certo dottor Dudiey Sargent, dell’Università di Harvard, espose i suoi progetti per creare il fisico ideale, un programma complesso e particolareggiato inteso a costruire un corpo conforme a un modello ideale. In realtà non fece molto per migliorare la forma generale, ma fu davvero il primo passo verso il riconoscimento che una buona forma poteva essere desiderabile solo per se stessa. Nel corso dei tre decenni che seguirono risultò provato in America e altro ve che erano molti e inoppugnabili i vantaggi che derivavano dal mantenersi in forma, sia nel caso degli uomini che delle donne. Ma risultò anche chiaro che il messaggio rag giungeva un numero limitato di persone.

Verso la metà del corrente secolo i decessi per malattie di cuore, sia in America che altrove, stavano raggiungendo livelli epidemici e i medici sapevano che la colpa doveva essere attribuita in gran parte a una combinazione di alimentazione eccessiva e di inattività fisica. Ma perché tante persone rifiutavano i suggerimenti sulla necessità di svolgere una maggiore attività fisica? Le indagini sugli atteggiamenti della gente nei riguardi del problema della buona forma riuscirono poco alla volta a fornire delle risposte. Istruttori di addestramento fisico che dedicavano ore e ore agli esercizi e l’introduzione di estenuanti programmi di allenamento per atleti avevano lasciato il loro segno: l’impressione, cioè, che il mantenersi in forma fosse tanto difficile quanto esageratamente faticoso.

Occorreva,evidentemente, una nuova impostazione, e allora sia i medici che gli altri esperti incominciarono a esaminare la questione dal punto di vista opposto, cercando cioè di rendersi conto di quanto poco potesse bastare a un individuo per mantenersi in forma. Non già in una forma tale da consentirgli di fare una maratona o un’ascensione dell’Everest, ma solo in una forma sufficiente per consentirgli di fronteggiare gli stress della vita quo tidiana e per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari. Il risultato costituì la base di una rivoluzione nel modo di pensare in materia di buona forma fisica, perché fu dimostrato quanto poco occorre fare per conseguire una buona condizione di forma e mantenerla. La trasformazione radicale si ebbe quando, nel 1958, furono pubblicati gli esercizi BX della Reale Aeronautica Canadese, un sistema inteso a migliorare la forza muscolare, l’agilità del corpo e l’efficienza del cuore e dei polmoni. Erano alla portata di tutti e non richiedevano che pochi minuti al giorno.

Il solo neo del sistema BX sta nel fatto di essere basato su criteri di età anziché sullo stato fisico dell’individuo: evidentemente limiti fissati per tutte le età sarebbero risultati troppo faticosi per alcuni e troppo poco impegnativi per altri. Occorreva dunque un termine di misura più esatto. All’inizio degli anni ’60, studiosi americani e britannici trovarono la soluzione: una serie di esercizi controllati dalla frequenza del polso. Il polso indica quanto energicamente sta lavorando il corpo, per cui se si hanno a disposizione direttive serie non solo si riesce a verificare i progressi fatti, ma ci si può rendere conto se gli esercizi fisici vengono svolti a un livello che sia corretto, senza provocare uno sforzo eccessivo. Il sapere come interpretare il polso da ora la chiave per poter raggiungere un buon livello di forma fisica con pochissimo spreco di energia. La crescente consapevolezza della necessità di un certo esercizio fisico in relazione con il tipo di vita che si conduce, sempre più convulsa da un lato e troppo sedentaria dall’altro, sta alla base del successo sempre maggiore e della grandissima diffusione delle marce non competitive cui partecipano migliaia di marciatori dilettanti di tutte le età.

Nei collegi il solo esercizio consentito era «una passeggiata quotidiana sempre lungo la stessa strada». L’esercizio fisica venne approvato sul finire del XIX secolo purché fosse per scopi medici e su macchine brevettate. La convinzione nelle proprietà salutari del cavalcare era tale che ‘macchine equestri’ erano diffuse allora tanto quanto lo sono oggi i vogatori e le cyclettes. I benefìci che se ne potevano ricavare erano comunque dubbi. Sul finire del XIX secolo la ginnastica assunse spesso un sapore militare. Un fisico muscoloso era considerato desiderabile per un gentiluomo e gli esercizi ginnici tendevano a questo.

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